{"id":280,"date":"2015-07-06T23:59:58","date_gmt":"2015-07-06T21:59:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.colfranculana.it\/wordpress\/?p=280"},"modified":"2015-09-11T15:55:04","modified_gmt":"2015-09-11T13:55:04","slug":"racconti-dolo-mitici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.colfranculana.it\/wordpress\/?p=280","title":{"rendered":"Racconti Dolo-Mitici"},"content":{"rendered":"<p><em>Lunedi 6 luglio 2015\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><strong><u>Racconti Dolo-Mitici<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Questo scritto vuole dare conto ai frequentatori del sito de La Colfranculana di cos\u2019\u00e8 accaduto domenica scorsa, 5 luglio. Tutti noi sappiamo che si \u00e8 tenuta la 4\u00b0 edizione della PRAMPER RACE, corsa in salita da Forno di Zoldo al rifugio Sommariva al Pramperet. La corsa \u00e8 stata tenuta a battesimo dalla Colfranculana 4 anni fa in team con l\u2019Atletica 3 Comuni e soprattutto con il CAI di Oderzo, che gestisce il rifugio. \u00a0Una rapida presentazione del rifugio Sommariva al Pramperet, fiore all\u2019ochiello del CAI di Oderzo. \u011a costruito in testa alla Val Pramper, a 1860 mt di altitudine, appena sotto il Col di Pramperet (2300 e passa mt). Siamo nel Parco delle Dolomiti Bellunesi, con il Civetta e il Pelmo \u00a0di fronte.<\/p>\n<p>Veniamo alla corsa, quest\u2019anno contraddistinta dal caldo (ricordate? 0 termico a 3000 mt. ). Chi partecipa \u00e8 gente appassionata, tosta. Molti di quelli che fanno la Pramper Race, ad esempio si fanno un sacco di km in auto, fanno 12 Km di corsa, arrivano al traguardo, condividono sensazioni e dati (senza fronzoli: \u00e8 gente di poche parole), si ristorano, ridiscendono a piedi (niente navetta, altri 12 km) fino alla macchina e via.<\/p>\n<p>A proposito: molti gi\u00e0 iscritti non sono riusciti a fare la gara perch\u00e9 imbottigliati nella code dei turisti domenicali che hanno intasato la viabilit\u00e0. Gente, \u2026.st\u00e8 a casa!<\/p>\n<p>Torniamo alla corsa e tralasciamo, per una volta, i dati freddi di tempi e classifiche per \u00a0dare spazio ad aneddoti e fatti veri e verosimili.<\/p>\n<p>Si narra, per dire, di una coppia di podisti persi in una tempesta ormonale. Lui si spende incessantemente in consigli e incoraggiamenti alla compagna, le offre la sua acqua (quella del posto di ristoro, abbastanza misurata) mentre lei tuba estatica. Mentre i 2 si scambiano affettuosit\u00e0 da diabete giunge al ristoro un\u2019altra partecipante che ringhia &lt;&lt;\u011a dalla partenza che vanno avanti cos\u00ec. Non ne posso pi\u00f9 &gt;&gt;.<\/p>\n<p>Il traguardo \u00e8 al rifugio Sommariva: vi si \u00a0tengono le premiazioni, il meritato ristoro e il pasta party. \u00a0Al rifugio \u00e8 salito anche il nostro presidente, storico fan di questa manifestazione. Lavora all\u2019 allestimento dell\u2019arrivo poi, non si sa perch\u00e9, requisisce un\u2019anguria (bene prezioso) a due escursionisti. Fra chi era l\u00e0 si dice che questi, temendo per il cane che lui aveva minacciosamente accarezzato, gli abbiano ceduto senza obiezioni il prezioso frutto d\u2019acqua.<\/p>\n<p>Arriva il vincitore, il primo. \u011a Stefano Fantuz, nostro portacolori, che d\u00e0 mezzo minuto al secondo, in souplesse. Grandi complimenti del presidente. \u00a0Poi arrivano le prime donne e gli saltano al collo festose mentre lui si schermisce. Oppure \u00e8 lui che si impegna in entusiastici abbracci? Non si sa.<\/p>\n<p>Una scarna parentesi su Stefano. Appartiene a una famiglia di sportivi, negli anni scorsi ha fatto bene benissimo con gli sci da fondo e gli ski roll. Ora sta diventando uno dei migliori sulle distanze lunghe in montagna. Uno sportivo e un ragazzo equilibrato, sempre corretto, cordiale.<\/p>\n<p>Al rifugio Sommariva transita in mattinata anche Marco Bucciol, altro colfranculano ultrarunner (per cos\u00ec dire) che sta effettuando la 2\u00b0 edizione del Dolomiti Sky Run. Di che si tratta? Proviamo a spiegare. \u011a una gara di corsa in montagna di 136 km (e 9000 mt di dislivello) sulla \u201cAlta Via numero 1\u201d un sistema di sentieri che attraversa le Dolomiti. La partenza \u00e8 stata data venerd\u00ec 3 luglio 2015, ore 17, da Braies (fraz. Ferrara) ed arrivo a Belluno; tempo massimo: 45 ore. Punti di assistenza, sostenitori, ma poi uno si deve arrangiare con le proprie risorse per il sonno, la stanchezza e il resto Non a caso all\u2019iscrizione si chiede ai podisti consapevolezza dell\u2019impegno, esperienza di montagna, coscienza dei pericoli derivanti dalle condizioni ambientali e climatiche (notte, vento, pioggia, freddo, neve) con temperature che possono variare da \u2013 5\u00b0 a + 30\u00b0. Una voce gira fra i runners: i lupi. Pi\u00f9 di uno sostiene di averne udito gli ululati. Altri sostengono di essere stati inseguiti da mucche infuriate. Una stampede sulle Dolomiti? Mucche mannare? Mitico, direbbe Bart.<\/p>\n<p>Torniamo a Marco che sperava di trovare gli amici e invece. \u00e8 troppo presto. Dei normali visitatori non lo filano per niente, forse perch\u00e9 occupati a sorvegliare il taglio di una maestosa sopressa. Marco riparte (niente assaggio di sopressa ) e arriver\u00e0 in centro a Belluno 37\u00b0 su \u00a0250 iscritti italiani, sloveni, austriaci, giapponesi.. Ci metter\u00e0 31 ore.<\/p>\n<p>Marco non \u00e8 un fanatico della performance: partecipa a trail da 80, 100 e pi\u00f9 km ma non si considera un superman. Sostiene che bisogna saper gestire lo sforzo in modo da non oltrepassare il confine oltre il quale il fisico paga un prezzo troppo pesante.<\/p>\n<p>&lt;&lt; \u011a una disciplina gi\u00e0 di per s\u00e9 impegnativa e difficile. Non ha senso correre grossi rischi per motivi di classifica. Io, dopo, devo andare a lavorare. Si pu\u00f2 anche apprezzare il paesaggio&gt;&gt;<\/p>\n<p>Un\u2019 altra storia ha come protagonista un atleta il cui nome inizia per G che la scorsa settimana ha affrontato un\u2019altra corsa in montagna e, malauguratamente, in discesa \u00e8 caduto sul terreno roccioso.<\/p>\n<p>Complici il buio e l\u2019adrenalina non ha fatto pi\u00f9 che tanto caso al sangue che perdeva da un profondo sbrego al braccio ed \u00e8 andato avanti, lasciando una traccia rossa che chi arrivava dopo notava con stupore. Arrivato a un posto di assistenza un po\u2019 lo hanno fermato quelli del soccorso alpino, un po\u2019 si \u00e8 fermato lui perch\u00e9 non stava pi\u00f9 in piedi (causa dissanguamento). Lo hanno rimesso in sesto e gli hanno ricucito il braccio con pi\u00f9 di 20 punti. A lavoro finito, con il braccio ricucito e bloccato al petto ha chiesto agli infermieri &lt; Ma \u2026per domani sono a posto no? Perch\u00e9 il braccio mi serve. Devo mungere le mie mucche io &gt;&gt;<\/p>\n<p>Questo si racconta. Ma non so se sia andata veramente cos\u00ec. Io non c\u2019ero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lunedi 6 luglio 2015\u00a0 Racconti Dolo-Mitici Questo scritto vuole dare conto ai frequentatori del sito de La Colfranculana di cos\u2019\u00e8 accaduto domenica scorsa, 5 luglio. Tutti noi sappiamo che si \u00e8 tenuta la 4\u00b0 edizione della PRAMPER RACE, corsa in salita da Forno di Zoldo al rifugio Sommariva al Pramperet. 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